I DISTURBI DEL SONNO – Articolo elaborato da Dott. Daniele Parrello Prof a c. Università dell’Insubria – Varese Medico Chirurgo

Il sonno (dal latino somnus) è definito come stato di riposo contrapposto alla veglia. Esistono differenti definizioni che indicano il sonno come “una periodica sospensione dello stato di coscienza”, durante la quale l’organismo recupera energia; stato di riposo fisico e psichico, caratterizzato dal distaccamento temporaneo della coscienza e della volontà, dal rallentamento delle funzioni neurovegetative e dall’interruzione parziale dei rapporti sensomotori del Paziente con l’ambiente, indispensabile per la salute e per il ristoro dell’organismo.

Come la veglia, infatti, il sonno è un processo fisiologico attivo che coinvolge l’interazione di componenti multiple del sistema nervoso centrale e autonomo.

Durante il sonno è presente una intensissima attività cerebrale ed ormonale che coinvolge ogni aspetto della biologia del nostro organismo. La differenza principale rispetto allo stato di veglia è che durante il sonno non è presente lo stato dicoscienza; infatti, durante il sonno non c’è consapevolezza della realtà così come la consideriamo da svegli. Nel corso del sonno il nostro organismo, tra le moltissime attività, recupera l’energia spesa durante la giornata ed il sistema nervoso si auto- ricarica.

Dormire fa parte della crescita e anche periodi di difficoltà del sonno possono rientrare nella normale maturazione. Divenire via via più consapevoli di sè stessi o della relazione esistente fra i genitori, può, ad esempio, provocare stati di ansietà passeggeri che rendono difficile il sonno del bambino o che possono provocargli degli incubi.

Un sonno agitato può anche essere semplicemente un segno di eccitazione per le conquiste del giorno appena trascorso!

I neonati dormono molto ma ben presto riescono a stare svegli per periodi più lunghi che non saranno solo impiegati per alimentarsi, ma anche per essere accarezzati dalla mamma, per guardarsi, sorridersi, a “parlare” con lei. Gli stati d’ansia che possono manifestarsi nel 2° anno di vita, che provocano in molti bambini incubi e paure, sono anch’essi segnali del processo di maturazione mentale e dell’immaginazione creativa del bambino.

Intorno al 3° anno di età i bambini chiamano spesso i genitori dopo essere stati messi a letto o esprimono la paura del buio: è una fase normale nello sviluppo infantile e può essere legata alla consapevolezza della progressiva autonomia rispetto ai genitori. L’ingresso nella scuola materna, l’affidarsi a figure adulte diverse (la maestra) avvengono infatti in questo periodo; forse andare a letto e addormentarsi può rappresentare un altro distacco dai genitori.

Ma “i genitori sono i guardiani del sonno dei loro figli” come afferma la Dott.ssa Dilys Daws, psicoterapeuta inglese che si è molto occupata dei problemi del sonno nella prima infanzia, e devono quindi aiutare i bambini a superare questi momenti, così come li aiutano e accompagnano nel crescere in vista di una futura indipendenza.

Il sonno non è solo necessario per offrirci una buona qualità della vita, ma è irrinunciabile per la nostra stessa sopravvivenza. Ogni nostra giornata è regolata da ritmi chiamati circadiani; il ritmo circadiano, in cronobiologia e in cronopsicologia, è un ritmo caratterizzato da un periodo di ventiquattro ore delle quali il sonno occupa una buona parte.

Il termine “circadiano”, coniato da Franz Halberg, viene dal latino circa diem e significa appunto “intorno al giorno”.

L’importanza del dormire bene

Un buon sonno favorisce il buonumore, agevola l’interazione sociale, rende attive epronte le capacità intellettuali. Il sonno è uno stato di incoscienza in cui il cervello è meno sensibile alle sollecitazioni esterne (ma comunque uno stimolo adeguato è sempre in grado di svegliarci) ed è maggiormente sensibile agli stimoli interni. La perdita dello stato di coscienza attiva, tipica del sonno, rende l’organismo più sensibile agli stimoli interni di qualsiasi natura essi siano. Nel corso del sonno la respirazione occupa un ruolo molto importante; non solo quello di ossigenarci.

Le cause principali dei disturbi del sonno

Il sonno può essere difficoltoso a causa di diversi motivi:

1 eventi ad alto impatto emotivo avvenuti durante la giornata possano essere rielaborati durante il sonno;

2 tensioni nella sfera affettiva o nella sfera scolastica oppure lavorativa per gli adulti;

3 abitudini alimentari inadeguate o sbagliate ;

4 l’uso di sostanze farmacologiche, di droghe, di alcol e di farmaci psicotropi;

5 sindromi o parafunzioni dell’apparato orale, come il digrignare i denti durante la notte o stringere le mascelle (bruxismo e serramento);

6 ostruzioni inizialmente minime alle alte vie respiratorie, le quali, a partire dal russamento, portano ad episodi di apnea notturna durante il sonno.

Le cause dei disturbi del sonno in particolare per i bimbi piccini

Lo svezzamento; La paura dell’estraneo; La dentizione.

Quest’ultima può essere un’esperienza significativa non solo per il dolore fisico che comporta, ma anche come sensazione di estraneità rispetto a questi “pezzetti duri” nella bocca che possono anche mordere. Possono inoltre, intervenire esperienze impreviste come:

  • Malattie in famiglia;
  • Conflitti fra i genitori;
  • Eccessiva assenza della mamma durante il giorno

L’intervento di rimozione delle tonsille – adenoidi si chiama adenotonsillectomia, ed è uno degli interventi chirurgici più frequenti in età pediatrica. In Italia se neeffettuano circa 50.000 all’anno.

L’adenotonsillectomia viene considerata frequentemente una soluzione standard di riferimento nella terapia per la sindrome da apnee ostruttive del sonno nei bambini.

L’intervento consiste in una procedura chirurgica, da demandare solitamente al Medico Chirurgo Otorinolaringoiatria Pediatrico, con la quale vengono rimosse tonsille ed adenoidi per facilitare la respirazione del bambino per consentirgli conseguentemente una crescita ed uno sviluppo più corretti ed una migliore qualità della vita.

L’approccio chirurgico per la rimozione delle tonsille e adenoidi nel corso degli anni è cambiato. Grazie ad un miglioramento delle conoscenze sulla patologia adenotonsillare e delle capacità diagnostiche è stata ridiscussa l’utilità deltrattamento chirurgico nei bambini.

Il principale e più frequente motivo per cui si ricorre all’intervento chirurgico è l’aumento del volume delle tonsille e/o delle adenoidi (ipertrofia), che può determinare l’ostruzione delle vie respiratorie e causare nel bambino disturbi respiratori durante il sonno.

Altre indicazioni chirurgiche sono oggi molto dibattute e comprendono le tonsilliti acute ricorrenti, la febbre mediterranea ricorrente (sindrome PFAPA) o altreindicazioni, rare ma importanti, come l’ascesso peritonsillare e l’ipertrofia tonsillare asimmetrica, con sospetto di patologia maligna.

I disturbi respiratori del sonno in età pediatrica comprendono diversi quadri respiratori anomali, che si manifestano con sintomi vari, a partire dal semplice russamento con aumento degli sforzi respiratori fino ad una condizione in cui il bambino respira male e può presentare apnee (condizione denominata “sindrome delle apnee ostruttive del sonno” ovvero“OSAS=Obstructive Sleep Apnea Syndrome”).

Nella popolazione pediatrica il russamento primario e l’OSAS hanno una prevalenzadel 3-12% e dell’1-5% rispettivamente. Alcuni recenti studi dimostranoun’associazione significativa tra l’OSAS e la presenza di una serie di disturbi e di patologie sistemiche, quali deficit dell’accrescimento, disturbi cognitivi eneuropsicologici, alterazioni comportamentali e problemi cardiovascolari, obesità.

Sebbene questo aspetto sia ancora dibattuto, diversi studi scientifici suggerisconoche la diagnosi precoce ed il trattamento dell’OSAS migliorano la funzionerespiratoria con conseguenze sulle potenzialità cognitive e sociali a lungo termine, sulle performance scolastiche e sulla qualità della vita.

In passato, la diagnosi del disturbo respiratorio del sonno in età pediatrica era basataunicamente sull’anamnesi e sull’esame clinico, con riferimento soprattutto alladimensione di tonsille ed adenoidi. Tuttavia, è stato ampiamente dimostrato che la dimensione di tonsille e adenoidi non predice il grado di disturbo respiratorio durante il sonno: vi sono, infatti, bambini con adenoidi e tonsille piccole ed importanti difficoltà respiratorie.

Inoltre, si è verificato che un miglioramento è clinicamente certificabile anche mediante un trattamento ortodontico intercettivo ovvero con l’espansione ortodontica rapida del palato con apparecchiatura ortodontica fissa, detta espansore rapido del palato, di prassi tra i 5/6 – 7/8 anni del Paziente e da demandare al proprio Medico Odontoiatra Specialista in Ortognatodonzia di fiducia.

Questi disturbi respiratori provocano un frazionamento dei cicli del sonno la cui interruzione ostacola il recupero naturale ed i relativi meccanismi fisiologici di riparazione. A causa di tutto questo, chi soffre di questi disturbi fin dal risveglio presenterà una serie di problemi anche gravi che spesso non sa a cosa attribuire. Anche dopo otto ore di letto, il russatore e chi soffre di apnee notturne può svegliarsi non riposato e tutto ciò può rendere il paziente irritabile, vittima di cefalee, poco capace di concentrarsi, distratto e facilmente sonnolento. È molto evidente che problemi di questo tipo possano incidere in maniera molto pesante sulla qualità della vita fino al punto da farne un vero problema sociale.

Aggiornate le linee guida statunitensi con raccomandazioni diverse in base all’età. Fra i rischi del poco sonno problemi di apprendimento e obesità

Secondo gli scienziati, neonati e bambini dovrebbero dormire più di quanto facevano in passato. Tuttavia, il divario – il «gap» tra il riposo raccomandato e quello effettivamente trascorso è invece ben più ampio rispetto al passato.
La presa d’atto ha portato l’American Academy of Sleep Medicine ad aggiornare le linee guida per il sonno rivolte a neonati, bambini e adolescenti. «Sembra una questione marginale, ma un riposo poco ristoratore ha ricadute evidenti sulla salute».

Ecco la dieta che concilia il sonno

L’alimentazione ha un effetto chiaro sul sonno e chi dorme bene mantienecon più facilità il peso forma. Alcol, caffè, tè e cibi salati da evitare a cena (per gli adulti), molto bene la verdura, poca pasta, pane e formaggi freschi, e forma, la protezione della salute cardiovascolare e la riduzione del rischio oncologico, oggi si è definito che un regime alimentare così sintetizzabile assicura un beneficio complessivo alla nostra salute psico – fisica. Merito di un sonno più profondo e meno intervallato, su cui sarebbe rilevante l’azione dei nutrienti, assunti soprattutto nel corso della cena.

MAI MENO DI OTTO ORE DI SONNO FINO A 18 ANNI

I ricercatori sono partiti da una constatazione : almeno un adolescente su quattro dorme meno delle otto – nove ore raccomandate. Così, prendendo in considerazione la letteratura scientifica più recente sull’argomento, hannopuntualizzato che «i bambini e gli adolescenti che dormono poco penalizzano inconsapevolmente lo sviluppo della memoria edell’apprendimento».

Dormire bene è importante a tutte le età, a maggior ragione in una fase in cui lo sviluppo cerebrale è in pieno svolgimento. La popolazione infantile èstata suddivisa in quattro fasce d’età.

Entro i due anni, i bambini dovrebbero dormire almeno undici e non più di quattordici ore al giorno: compresi i sonnellini. Nella fascia d’età 3-5 anni dovrebbero riposare da dieci a tredici ore al giorno. Durante il periodo scolastico, fino a 12 anni, il tempo da dedicare al sonno dovrebbe essere compreso tra nove e dodici ore. Il tempo da dedicare al riposo scende a otto-dieci ore negli adolescenti (13-18 anni).

Tv e internet i nemici del buon sonno

Tutti gli Esperti raccomandano di puntare sull’educazione all’igiene del sonno. «In futuro si punterà sempre di più su regolatori naturali, come ad esempio lamelatonina (la cui concentrazione nel sangue diminuisce con l’età) e la luce .Tecnologia, illuminazione e costrizioni sociali ce lo fanno scordare, ma siamo fatti per dormire di notte e stare svegli di giorno. Esistono regole note dall’inizio dei tempi: i primi passi della Genesi dicono che prima di creare l’uomo Dio separò la lucedalle tenebre, il giorno dalla notte».

COSA SI RISCHIA DORMENDO POCO

Chi si mantiene al di sotto di questi intervalli, come raccomandato anche dagli esperti statunitensi, risulta anche a più esposto a russamento e apnee ostruttive del sonno e problemi di comportamento e sbalzi d’umore. Più alto anche il rischio di formulare una diagnosi errata dideficit dell’apprendimento e dell’iperattività(Adhd) e, in età adulta, di sviluppare problemi all’apparato cardiovascolare e obesità.

Per spiegare l’associazione tra la diminuzione delle ore di sonno e l’aumentato rischiodi obesità sono stati ipotizzati diversi meccanismi, come ricordano alcuni Pediatri di famiglia: «L’appetito potrebbe aumentare in ragione di un’alterazione deineuropeptidi coinvolti nella sua regolazione. Ma non è da escludere che si mangi di più come conseguenza del maggior tempo disponibile per assumere alimenti ricchi di calorie durante la giornata».

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IN ITALIA INSONNIA PER TRE BAMBINI SU DIECI
I problemi di sonno colpiscono ben il 35-40 per cento dei bambini e ragazzi italiani Questo accade spesso perché vanno a letto tardi o si svegliano troppo presto, per andare incontro alle esigenze familiari. Come aumentare le ore destinate al sonno? Prima di tutto evitando, per quanto possibile, di telefoni cellulari, tv, tablet e altri dispositivi elettronici in camera da letto: sono fonte di una quantità eccessiva di raggi luminosi che non fanno altro che ritardare l’addormentamento.

Altri consigli utili: meglio non programmare attività extra-scolastiche troppo impegnative e mantenere una certa regolarità nelle ore di sonno e di veglia tra i giorni feriali e quelli festivi.

Un’indicazione che può risultare utile considerato l’arrivo della bella stagione, in cui ibambini saranno più liberi dagli impegni scolastici. «Farli riposare e divertire è corretto, ma cambiare completamente le abitudini di una giornata può complicare il ritorno alla scuola, alla routine di settembre», commentano anche gli esperti statunitensi.

I temi qui trattati non possono essere ritenuti completamente esaustivi di un argomento così ampio ed importante come quello del sonno. Se si soffre di disturbi del sonno, siano i Pazienti Adulti oppure Pazienti Bambini consigliamo di contattare prima di tutto il proprio Pediatra curante o il Medico di famiglia che, Paziente per Paziente, sapranno quali indicazioni fornire sia per i percorsi diagnostici che terapeutici più adeguati da affrontare.

La Medicina del sonno è complessa e richiede l’attenzione di una Equipe Medica di lunga Esperienza e molto qualificata. L’approccio corretto non può essere solo quello di proporre una diagnosi strumentale e prescrivere a tutti i Pazienti un unico tipo di trattamento.

L’Equipe composta dallo Specialista delle malattie respiratorie, l’Otorinolaringoiatra e il Medico Odontoiatra Specialista in Ortognatodonzia esperto in sonno studia la miglior strategia, adattandola al singolo paziente (età, rischi connessi, presenza di altre malattie). Cardiologo, neurologo, dietologo e altri Medici adeguano le terapie effettuando gli approfondimenti necessari.

Le apnee nel sonno, ad esempio, causano danni gravi e accentuano molti problemi. I sintomi variano moltissimo da soggetto a soggetto e dall’adulto al bambino. E’fondamentale formulare una diagnosi precisa e completa, proporre un percorso terapeutico ad hoc, informare correttamente e costantemente il paziente (i genitori nel caso di pazienti Minori) e seguirlo nel tempo con un approccio specialistico multidisciplinare.

Dott. Daniele Parrello
Odontoiatria Multidisciplinare e Ortognatodonzia

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