Bruxismo: Un disturbo in aumento durante il Covid-19 – Articolo elaborato da Dott. Daniele Parrello Prof a c. Università dell’Insubria – Varese Medico Chirurgo

Il periodo trascorso di lockdown, costretti in casa per lunghe ore, dove abbiamo passato tanto tempo davanti a pc, tablet, cellulare, hanno portato la nostra popolazione ad assere soggetta, più di prima, a cefalee e stress.
Le notizie dei mass media in generale, dei giornali e dei telegiornali hanno ulteriormente aggravato la situazione, così come l’aumento di sedentarietà.

La paura del Covid-19 è ancora purtroppo assolutamente presente e non possiamo dire chequesto nefasto periodo ce lo siamo lasciati alle spalle. Tra le conseguenze dello stress c’èanche quella del BRUXISMO, che sembra essere aumentato in quest’ultimo periodo.

Il bruxismo in realtà può avere diverse cause, ma in particolar modo è ormai assodata l’esistenza di un bruxismo da stress (una relazione sempre più evidente).

Ma cos’è il bruxismo ?

Per bruxismo si intende il digrignamento dei denti in una serie di movimenti involontari ritmici e spasmodici della mandibola durante il sonno (sebbene esista anche un bruxismo nelle ore di veglia/diurne).

Ansia, stress, problemi emotivi, frustrazioni ecc. sono ritenute tra le cause principali di questodisturbo. Ecco perché si parla di bruxismo da stress. Non a caso, vien da dire, l’espressione “stringere i denti” avviene in un momento di forte emotività.

Il digrignamento e lo sfregamento dei denti avviene principalmente nelle fasi di sonno REM, provocando disturbi del sonno e spesso stanchezza alla mandibola dopo il risveglio. Il problema più grande però è che questo disturbo, oltre a comportare dolori alla mascella, alle orecchie, a tutti i muscoli che partecipano al processo di masticazione, determina un appiattimento dei denti, un’usura di quest’ultimi che gradualmente vengono limati se non si interviene prontamente.

Il bruxismo può essere presente ad ogni età, anche nei giovanissimi. Si riscontrano fenomeni di bruxismo perfino nei giovanissimi ed è possibile anche in bambini sotto i 5 anni.

Stati di tensione, di forte nervosismo e stress sono presenti ad ogni età. L’ambiente familiare sereno e capace di gestire al meglio le tensioni dei piccoli aiuta moltissimo in questo senso, naturalmente se la causa del bruxismo è lo stress e non altro (malocclusione, masticazione errata ecc.).

Come ci si può accorgere di esserne soggetti?

Come già ricordato i denti si consumano e si possono avvertire dolori di varia natura (mascella, testa , mandibola ecc.) . Inoltre, può aumentare la sensibilità dei denti al caldo e al freddo e talvolta (se il problema dovesse persistere) le gengive si ritraggono e scoprono le radici dei denti.

Cosa fare per porre rimedio al bruxismo ?

E’ necessario rivolgersi al proprio Medico odontoiatra appena possibile, in modo che possa fare le proprie valutazioni diagnostiche sulla causa del bruxismo, elaborare di conseguenza un piano di cura adeguato.
La maggior parte delle volte per il bruxismo da stress si interviene con l’utilizzo di una placca occlusale in resina masticatoria (“bite”), realizzata esclusivamente su misura da Laboratori Specializzati, da utilizzare soprattutto di notte. Il bite masticatorio impedisce di fatto i contatti distruttivi tra i denti, cioè preserva la dentatura ed al contempo mantiene il controllo dell’articolazione temporo – mandibolare in posizione di riposo.

Per il bruxismo da stress l’utilizzo del bite (se il fenomeno del bruxismo non è andato troppo in là nel tempo, richiedendo perciò interventi necessari sui denti più invasivi e importanti), non dovrebbe essere l’unico rimedio, in quanto parallelamente è fondamentale che il Paziente si impegni a modificare il suo stile di vita, si faccia eventualmente seguire anche da uno Psicoterapeuta, in modo tale da diminuire nella sua vita quotidiana stress, ansia e stati di emotività eccessiva.

In che modo il Covid-19 ha influenzato gli effetti di questa patologia?

Durante la fase caratterizzata dal lockdown il bruxismo si è manifestato in maniera differenterispetto al suo “solito”. Gli Specialisti che hanno seguito i pazienti con questa patologia, hanno constatato due situazioni contrapposte.

Alcune persone che ne soffrono,”grazie” ad un nuovo stile di vita caratterizzato dallo smart working e dal “riposo” da una vita frenetica scandita in orari e ritmi frenetici, hanno accusato meno fastidi.

Un aspetto assolutamente positivo che denota quanto lo stress quotidiano possa influire in modo prioritario su questo problema. Se da una parte il lockdown ha avuto l’effetto di alleggerire questi fastidi ad alcune persone, ad altre ha creato l’effetto completamente opposto.

In tanti, durante questi mesi, hanno dovuto fare i conti con la perdita del lavoro, dei familiari colpiti dal coronavirus, o anche con la paura di venire colpiti dal virus Covid19. Queste sensazionidi malessere psichico e di dolore hanno inevitabilmente favorito l’accentuarsi del bruxismo neiconfronti delle persone che già ne soffrivano.

Ma non solo, proprio a causa dello stress emotivo, sono stati registrati numerosi nuovi casi su persone che fino ad ora non ne avevano mai sofferto.

A soffrirne sono particolarmente i giovani

Quello del bruxismo è un problema che sta assumendo delle connotazioni preoccupanti con riferimento ai bambini e agli adolescenti.

Perché? Come detto prima circa il 40% di loro soffre di questo problema e i numeri sono destinati ad aumentare. Questo è il sintomo che la nuova generazione è fortemente sotto stress. In queste circostanze, lo Specialista chiederà ai genitori del giovane paziente di verificare che lo stesso non sia vittima di bullismo a scuola o negli altri ambienti di aggregazione sociale. Ma anche il carico degli impegni scolastici può generare livelli di stress al punto da generare il bruxismo.

Come risolvere il problema e prevenire dei peggioramenti sulla propria salute?

Innanzitutto, se vi è il sospetto di essere un bruxista occorre fare una visita specialistica presso il proprio Medico Odontoiatra. In questi casi verrà consigliato un bite che consentirà di limitare i danni alla dentatura ed alle articolazioni temporo-mandibolari .

E’ sempre consigliabile seguire uno stile di vita sano e questo vuol dire seguire una dieta equilibrata, evitare caffeina, o almeno ridurne la quantità, evitare di fumare ed escludere sostanze eccitanti (che ovviamente producono altri effetti dannosi alla salute).

Inoltre, per scaricare l’ansia e lo stress sono altamente raccomandate lunghe passeggiate ascoltando, se possibile, della buona musica. Questa patologia, se non intercettataimmediatamente con l’aiuto di un bravo Specialista potrebbe comportare anche un problemamuscolo scheletrico del cranio facciale e dei disturbi all’Atm (articolazioni temporo mandibolari), determinando le cefalee muscolo – tensive. Per far fronte a questi casi più gravi subentra un lavoro di coordinamento tra l’Osteopata/Fisioterapista e il Medico Odontoiatra allo scopo di prevenire gli effetti che comportano cervicalgia e cervicale in generale.

E’ noto che il bruxismo sia uno dei principali fattori di rischio per la comparsa di dolori muscolari ed articolari al volto. Questo a sua volta è spesso legato all’accumulo di tensione emotiva, al punto che durante la pandemia Covid19 numerosi esperti hanno riferito un notevole aumento di casi clinici a livello nazionale.

Il malessere che accompagna questa crisi sanitaria da coronavirus ha provocato un significativoincremento dei disturbi del sonno e anche del bruxismo, ossia l’atto involontario di stringere edigrignare i denti mentre si dorme, un disturbo molto diffuso: in Italia ne soffrono oltre 15 milioni di persone, ribadiamo adulti ma anche bambini.

Stress e ansia sono le prime cause

Il bruxismo può manifestarsi anche in giovanissima età, può essere più o meno lieve e dipende dalla contrazione involontaria dei muscoli della masticazione. Si può ricollegare a stress o uno stato di ansia momentaneo, ma anche ad una malocclusione, cioè un posizionamento anomalo delle arcate dentali. È importante riconoscerne subito i sintomi, che possono essere svegliarsi al mattino con una forte sensazione di fastidio in bocca, le mascelle indolenzite, i denti che fanno male.

Le conseguenze possono essere gravi

In condizioni normali i denti si dovrebbero toccare solo quando si mastica o occasionalmente quando si deglutisce, ma nei casi più gravi di bruxismo, i denti vengono in contatto anche fino a 8-10 ore al giorno, provocandone il deterioramento.
Inoltre, un fenomeno di bruxismo grave può danneggiare le articolazioni temporo-mandibolari e sovraccaricare i muscoli portando a mal di testa, dolore alle orecchie, vertigini, difficoltà di deglutizione e ad aprire del tutto la bocca, denti più sensibili al caldo e al freddo, perfino dolore alla colonna cervicale. L’obiettivo delle terapie è quello di evitare che il sovraccarico funzionaledelle strutture che permettono i movimenti mandibolari crei danni irreversibili.

“Ginnastica relax per i muscoli della bocca”

Non ci sono farmaci da assumere in molti casi; un rimedio classico è l’apparecchio chiamato bite : una mascherina paradenti da indossare durante la notte fra le due arcate dentali per evitare lo sfregamento dentale.

Dal momento, però, che esiste una stretta relazione con un aumento dell’ansia e dello stress, possono essere utili tecniche di rilassamento, e una speciale ginnastica per i muscoli della bocca. Tali esercizi che possono attenuare i sovraccarichi della dentatura hanno lo scopo di inibirel’automatismo che induce al digrignamento.

Occorre rilassare la muscolatura, posizionare la lingua sul palato e mantenere le labbra socchiuse e i denti separati per una distanza di un centimetro ed eseguire piccoli movimenti di apertura/chiusura per 20 volte.

Si può anche tenere tra i denti una guarnizione di silicone, che bisogna cercare di non mordere, molto utile in quanto, se stiamo stringendo i denti, ci ricorda di non farlo.

Il bruxismo: un campanello d’allarme da non sottovalutare

Secondo gli Specialisti il bruxismo deve essere un campanello d’allarme per molti Medici Espertida non sottovalutare. I Medici Odontoiatri, tra i primi ad evidenziare questa patologia di diversi pazienti perché correlata ai denti e alla loro usura, in prima analisi, possono e devono procederecon approfondimenti diagnostici e con un’anamnesi accurata ed un’analisi diagnostica e la collaborazione in équipe con altri specialisti anche l’eventuale presenza di una roncopatia.

“Il bruxismo è considerato una patologia neurologica del sonno che può avere un forte legame per alcuni Pazienti, con le apnee ostruttive del sonno. Il russamento e le apnee ostruttive del sonno sono spesso associati al bruxismo.

Una buona valutazione diagnostica da parte dei Medici Odontoiatri Specializzati, insieme ad una polisonnografia ed una endoscopia del sonno (sleep endoscopy), può aiutare a evidenziare e risolvere molti casi di roncopatia, patologia molto diffusa tra gli uomini e tra le donne (specie dopo la menopausa) ma non rara neppure tra i bambini, che nel lungo periodo può essere la causa di importanti ripercussioni sulla salute come ipertensione, cardiopatie, sonnolenza diurna che potrebbe causare gravi distrazioni, incidenti stradali ed infortuni sul lavoro”.

Roncopatia e bruxismo : quando il solo bite non è sufficiente

In molti casi il bruxismo viene curato semplicemente ed in modo efficace con l’utilizzo di bite personalizzati per i pazienti: si tratta di piccoli “apparecchi” odontoiatrici, come abbiamo detto, che vengono utilizzati solitamente di notte e sono una forma di protezione per le arcate dentali, evitando il digrignamento dei denti e per il controllo delle articolazioni temporo – mandibolari.

In altri casi, invece, l’approccio diagnostico deve prevedere terapie combinate, terapie multidisciplinari, con l’intervento perciò di più Medici Specialisti.

Per analizzare quale sia l’approccio terapeutico migliore, il Medico Specialista potrebbe richiedere per il paziente un esame endoscopico come lo sleep endoscopy, che si esegue in ospedale: durante un sonno indotto, il Medico Specialista effettua la manovra di “pull-up mandibolare”,portando manualmente la mandibola leggermente in avanti di qualche millimetro (simulando perciò un dispositivo medico orale) e avendo così la conferma immediata se un piano di terapia mediante il bite possa aiutare a ridurre o annullare sia il russamento che le apnee ostruttive durante il sonno del Paziente.

Spesso si assiste ad una diminuzione della patologia, ma non ad una sua risoluzione definitiva. In questi casi si procede anche con un intervento chirurgico mininvasivo associato.

Grazie alla indagine sleep endoscopy, il Chirurgo riesce anche comprendere a quale tipo di intervento potere sottoporre il paziente e in quale sede delle vie aeree. “Nei casi in cui il bruxismoe la roncopatia sono più gravi, la terapia combinata di chirurgia e terapia odontoiatrica – ortodontica con dispositivi chiamati MAD (Mandibular Advancement Device) simili ad un bite, risulta certamente la più valida soluzione – a volte persino migliore della terapia ventilatoria assistita con la macchina respiratoria (CPAP) consigliata nei casi di grave roncopatia”.

Dott. Daniele Parrello
Odontoiatria Multidisciplinare e Ortognatodonzia

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