Sosteniamo la PREVENZIONE orale quotidiana: quei gesti e quelle buone abitudini che rendono noi adulti consapevoli di aiutare la salute dei bambini fin da piccoli. Articolo elaborato da Dott. Daniele Parrello Prof a c. Università dell’Insubria – Varese Medico Chirurgo.

A cura di: Dott. Daniele Parrello

Prof a c. Università dell’Insubria – Varese

Medico Chirurgo

Specialista in Ortognatodonzia – Gnatologia

Specialista in Odontostomatologia

LA PREVENZIONE E LA SALUTE ORALE NEI BAMBINI

La prevenzione e l’igiene orale sono dei passi importanti nello sviluppo dei bambini, infatti, non è mai troppo presto per iniziare a guidarli verso l’acquisizione di corrette abitudini.

Nello specifico, dopo l’eruzione dei primi denti, si può iniziare a pulirli dopo ogni pasto, con uno spazzolino morbido e senza dentifricio.

Dai 2 ai 4 anni bisogna sviluppare in loro l’abitudine di lavarsi i denti regolarmente con l’aiuto costante ed attento dei genitori; è fondamentale sia per i bambini, ma anche per i genitori.

Verso i 2 anni occorrerà insegnare al proprio bambino come utilizzare lo spazzolino. E’ importante spazzolare i denti per almeno tre-quattro minuti, anche senza dentifricio in collaborazione con i genitori.

Fino ai 3 anni di età, devono essere i genitori ad occuparsi dell’igiene orale dei loro bambini, mentre successivamente le manovre dovranno essere effettuate in autonomia con la supervisione ed il supporto fino a che il bambino non acquisisca in maniera graduale le competenze necessarie. 

Sarebbe preferibile non utilizzare paste dentifricie con il fluoro fino a che il bambino non avrà imparato a non ingerirlo durante la pulizia orale.

In più, lo spazzolino deve essere idealmente sostituito ogni tre mesi.

IMPORTANTE: è stato, infatti, scientificamente dimostrato come sia importante acquisire durante l’infanzia le corrette abitudini di igiene orale che poi saranno ulteriormente rafforzate durante l’adolescenza.

Ricordiamo fin da piccoli che i dentini si devono lavare, proprio come la faccia e le mani”!!!

La placca si forma sui denti dei bambini proprio come accade negli adulti e i danni possono essere gli stessi.

Una buona igiene orale è il pilastro della prevenzione di future lesioni cariose e di tutto ciò che da esse ne può derivare. Le carie possono comportare danni sociali – i denti neri; possono risultare nella perdita precoce dell’elemento dentale con problemi nella permuta e ovviamente possono diventare causa di stress e sofferenza psicologica.

La carie è una patologia che purtroppo non è legata ad un singolo stimolo o ad una singola causa, bensì appare legata ad un insieme di fattori i quali, se controllati adeguatamente, evitano l’insorgenza della lesione.

Infatti elevata importanza la ricopre anche l’utilizzo di FLUORO.

In Italia abbiamo la fortuna di poter assumere fluoro quotidianamente dai cibi che mangiamo tipo pesce e tuberi (carote e patate), ulteriormente l’acqua contiene del fluoro (sia potabile che minerale) come anche il latte.

Il Ministero della Salute consiglia la fluoroprofilassi a tutti i soggetti in età evolutiva. Il European Academy of Paediatric Dentistry consiglia quanto segue nell’utilizzo di paste dentifricie con fluoro

Età

Concentrazione di fluoro

Uso quotidiano

Quantità da usare

6 mesi – 2 anni

500 ppm*

Due volte/die

Pea-size**

2-6 anni

1000 (+) ppm

Due volte/die

Pea-size

6 anni e più

1450 ppm

Due volte/die

1-2 cm


*parti per milione; **dimensioni di una lenticchia.


Esistono anche metodi di fluoroprofilassi da poter effettuare presso uno studio o strutture in soggetti particolarmente soggetti a carie o con debolezze intrinseche del dente.

IGIENE E NUTRIZIONE

L’igiene, dunque, non è l’unico fattore a proteggere i denti, ma un ruolo importante viene svolto anche dalla nutrizione. La nutrizione (o alimentazione) dev’essere bilanciata, non privativa (salvo patologie o allergie), e per alimentazione bilanciata o equilibrata si intende un modo di alimentarsi corretto sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.

Gli zuccheri semplici sono nutrienti energetici che sono raramente considerati “buoni” nell’alimentazione. I monosaccaridi sono le sostanze ad elevata cariogenicità e troviamo in questa famiglia il glucosio, fruttosio e galattosio. Il nostro corpo riesce a trarre il quantitativo di zuccheri necessario dalla digestione dei carboidrati, rendendo l’assunzione di zuccheri semplici un eccesso a livello energetico.


Spesso l’assunzione di zuccheri semplici come dolci, caramelle o cioccolatini ha una correlazione di tipo psicologico dove l’assunzione crea un feedback di piacere che invoglia a consumarne.

Ecco perché sono spesso utilizzate caramelle o cioccolate come premi o come metodiche di pacificazione del piccolo. Gli zuccheri contenuti in molte caramelle rappresentano un temuto nemico per i nostri denti. La loro consistenza può variare: se sono dure, la concentrazione zuccherina in bocca sarà prolungata nel tempo, se sono invece gommose sarà più probabile che rimangano adese alle superfici dentali.

È importante che venga regolata l’assunzione di zuccheri semplici non solo per il corpo ma anche per via della correlazione con la presenza di carie.

Le bibite possiedono in genere un pH inferiore a 4, dato il loro contenuto di acidi utili ad esaltarne il sapore e conservarle; se a questo fattore aggiungiamo che hanno un alto contenuto di zuccheri, otteniamo che la loro assunzione abbassa in modo considerevole il pH della saliva andando a favorire il danneggiamento delle superfici dentali e quindi fenomeni di erosione. Le bibite, inoltre, contengono dei coloranti che, se assunti con regolarità, favoriscono la formazione di pigmenti sui denti.


L’assunzione di frutta e verdura garantisce al contrario un’attività benefica per le superfici dentali poiché aiuta nella disgregazione della placca che tende ad accumularsi quando mangiamo.

Questi alimenti sono fibrosi e duri e per questo motivo stimolano anche la salivazione, aumentando l’effetto di detersione.

Riassumendo i buoni consigli sono:


1. Diminuire la frequenza del consumo giornaliero di zuccheri tenendo conto della quantità e della frequenza di consumo,


2. Aumentare il consumo di frutta e verdura; a fine pasto aiutano a disgregare residui alimentari e a stimolare la salivazione


3. Evitare sostanze con elevate quantità di zuccheri e di consistenza appiccicosa,


4. Evitare di far permanere per lungo periodi sostanze ricche di carboidrati in bocca tipo pasta e pane, dunque è molto importante lavarsi i denti prima di dormire.


5. Lavarsi i denti dopo il consumo di zuccheri e comunque lavare sempre bene i denti dopo ogni pasto e quando possibile dopo ogni merenda.


L’American Academy of Paediatric Dentistry offre come linee guida:


1. I bambini non devono addormentarsi con il biberon in bocca o subito dopo avere assunto la bevanda contenuta al suo interno


2. I genitori dovrebbero incoraggiare il bambino a bere da una tazza a partire dal primo anno di vita e perdere l’abitudine dell’uso del biberon attorno ai 12-24 mesi d’età


3. L’assunzione di succhi di frutta da biberon o bottiglie dovrebbe essere evitata preferendo l’uso di una tazza


4. Le manovre di igiene orale devono essere intensificate dopo l’eruzione del primo molare da latte


5. È consigliabile una visita odontoiatrica nel periodo compreso tra i 6 e i 12 mesi in seguito all’eruzione del primo dente deciduo per educare i genitori e provvedere a una precoce guida verso la prevenzione della patologia parodontale


6. Bisogna cercare di controllare e ridurre la carica batterica di Streptococcusmutans (batterio principale causa di carie) della madre o di chi ha contatto con il neonato per prevenire la trasmissione e ridurre il rischio che il bambino sviluppi lesioni cariose.

Importante, specialmente nelle fasce di età fino ai 24 mesi è evitare di dare al bimbo il ciuccio impregnato di miele o di sostanze zuccherine in quanto è un metodo quasi sicuro per l’insorgenza delle carie.

Per ULTERIORI info:

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